Veramente
paradossale l’atteggiamento della scienza e della medicina ufficiale
nei confronti della mente e delle risorse psichiche in generale-
particolarmente venerate se si tratta di valorizzarne i costrutti
concettuali, le applicazioni tecnologiche, le dissertazioni filosofiche.
Questa
venerazione lascia il posto ad una grande indifferenza o peggio ancora
ad uno scetticismo ideologico se si tratta di scandagliarne le
possibilità di rivolgere le sue potenzialità al suo interno, ovvero al
corpo umano di cui è considerata l’elemento principale ( la morte fisica
è, per i clinici, la morte del cervello).
Come
un serpente uroborico la mente è l’unico mezzo di cui disponiamo per
studiarla, come già la neonata psicologia di fine ottocento affermava.
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