Sul piano psicologico la pratica della masturbazione è collegata a
cambiamenti profondi nella percezione del sé, con particolare riguardo,
anche se non esclusivamente, alla psicologia dell’età evolutiva. Le
modalità che spingono alla ricerca del piacere legato alla
masturbazione, quasi sempre solitario, sono diverse, e occorre quindi
affrontare il problema specifico sotto i vari aspetti.
Partendo dal
caso degli adolescenti, cioè di ragazzi e ragazze che cominciano a
vivere psicologicamente il peso di grandi cambiamenti emotivi,
psicologici e sociali, l'approccio deve essere molto attento.
Il
passaggio dalla scoperta e osservazione del proprio apparato sessuale
alla masturbazione vera e propria può essere naturale e consequenziale
per alcuni, oppure casuale per altri, che vengono in contatto con
esperienze o informazioni che fanno maturare il desiderio di
sperimentarle su sé stessi. La masturbazione comunque è genericamente
considerata, nella fase della pubertà, un mezzo per prendere confidenza
con i cambiamenti del proprio corpo e acquisire familiarità e coscienza
di sé – oltre che, ovviamente, un modo per ricavare piacere.
Tale
pratica, se limitata a quanto descritto, e se non arriva a comportamenti
esagerati per frequenza e partecipazione emotiva, come nel caso della
masturbazione compulsiva, rientra perfettamente nei limiti della
fisiologia, e non ha nulla di patologico: fa parte delle manifestazioni
primarie della sessualità adolescenziale.
Dopo i primi anni
dell'adolescenza, tuttavia, diminuisce la frequenza della masturbazione,
e a questa viene preferito il rapporto con un'altra persona.
Quindi
la pratica della masturbazione solitaria lascia il campo alle prime
esperienze di scoperta dell'altro, che possono portare pure al petting e
alla masturbazione reciproca. In questa situazione, la masturbazione
assume un significato diverso dal caso precedente, perché il singolo
mette in atto una fase di crescita condivisa, sia sul piano emotivo sia
psicologico. Tale pratica masturbatoria condivisa poi può proseguire per
tutta la vita della coppia – ed è una pratica perfettamente fisiologica
– perché presuppone un approccio sincero e comune alla sessualità. La
conoscenza di sé e dell’altro derivante dalla masturbazione reciproca o
condivisa può costituire una seria base per ottenere un maggiore
soddisfazione nei rapporti con il partner, e rendere quindi il rapporto
più maturo e solido.Tuttavia quasi sempre in una coppia i componenti, pur avendo una diminuzione notevole della frequenza con cui praticano l'autoerotismo, non smettono mai di praticarlo, poiché questo consente loro di vivere una sessualità libera dai condizionamenti dati dalla coppia e di continuare a conoscere il proprio corpo, e, a differenza di quanto a volte si pensi, non vi è nulla di patologico o di anomalo in ciò. Oltretutto l'autoerotismo spesso sostituisce il rapporto sessuale in caso di momentanea lontananza del partner.
La masturbazione, correlata alle grandi questioni umane del sesso e della generazione della vita, ha interessato le grandi religioni monoteiste; nella Bibbia, tuttavia, non vi sono riferimenti espliciti (si parla invece di onanismo come tecnica anti-concezionale). Nell'Ebraismo, nel Cristianesimo e nell'Islamismo, la masturbazione ha quasi sempre una connotazione negativa, più o meno marcata.
Anche alcuni animali superiori si masturbano: lo fanno le scimmie antropomorfe e gli animali domestici come i cani.


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