venerdì 9 marzo 2012

Era il 30 settembre 2011


Lettera aperta dell’editore

Di solito le lettere si scrivono all’editore, al direttore o alla redazione: questa invece è una lettera dell’editore e della redazione, indirizzata a tutti voi.
Scrivo queste righe perché credo di dovervi raccontare come nasce questa iniziativa editoriale voluta fortemente da Stefania Colasanti, preziosissima coordinatrice ma, soprattutto eccellente scrittrice e me.

Mi presento, mi chiamo Massimo Lo Monaco, ho 55 anni oggi e lavoro nel campo dello sviluppo e sicurezza informatica da quasi 30 anni. Se, qualche mese fa, mi avessero detto che avrei fatto un periodico, per ora online, ma spero di arrivare a farlo cartaceo con distribuzione gratuita, mi sarei fatto una grande risata. Eppure eccomi qua, impegnato come non mai, a realizzare questo progetto.
In questi ultimi mesi, parlando a lungo con Stefania, sulle difficoltà a far conoscere “la Cultura” e sapere “la notizia” si è rafforzata in me la convinzione che, al contrario di tutte le apparenze, la Cultura e l’Informazione (non a caso le iniziali sono in maiuscolo) siano, oggi, cosa viva, palpitante e forte, pur se costrette in una nicchia l’una, in una sorta di censura l’altra; e che, analogamente, la riflessione critica su di esse sia una realtà evidente.
Sono convinto che, un serio e libero ragionamento sulla Cultura e l’Informazione, possano oggi aiutare non soltanto la diffusione delle stesse, intese come arte in tutte le sue espressioni e notizia come conoscenza, ma la vita sociale e spirituale della Nazione, e ad affrancarsi dalle idee acquisite, come fattore di ricchezza in ogni campo del nostro vivere.
Il mio convincimento, di neo-editore e di neo-operatore dell’informazione, sta nello sforzo della nascita e la crescita di nuove alternative culturali e informative, non soltanto dei nuovi autori e di una lettura diversa della notizia, ma alla riscoperta di autori da una parte e notizia socio storica dall’altra, senza tralasciare quella contemporanea che non hanno goduto della giusta luce o non hanno incontrato una attenzione seria da parte della analisi critica. E credo sia il compito di un editore lavorare per l’affermazione delle stesse, per stimolare tutte le forze intellettuali.
Credo sia urgente l’esigenza che si torni a parlare con il coraggio di esprimere delle idee, le proprie idee, ed anche se di parte, ed anche se sbagliate, e in un contesto di reciproco confronto intellettuale, purché idee siano. Sono convinto che non dobbiamo avere paura delle idee, perché le idee, se ci sono, rappresentano una ricchezza per l’individuo e per la Nazione.
E allora, che fare? Che cosa può fare un piccolo editore per favorire la nascita e la circolazione delle idee? La risposta io credo sia semplice. Credo che i tempi siano maturi per fare finalmente qualcosa di concreto, e mettere mano ad una “costruzione di critica libera, dare voce a chi non ha voce”.
Dunque Roma Capitale Magazine sarà un “luogo” di riflessione che conterrà critiche da opposti punti di vista.
Credo che non sia più il tempo per gli indugi, c’è di mezzo la sopravvivenza della “Cultura e dell’Informazione” e credo che ciò ci farà guadagnare un libero e appassionato confronto intellettuale.
Tutto ciò premesso, sarei curioso di conoscere su questo progetto il parere degli addetti ai lavori, dei critici, degli autori e dei lettori. Ed attendo con fiducia suggerimenti e proposte.
Grazie per l’attenzione concessami e un saluto a tutti.

Massimo Lo Monaco

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