Lettera aperta dell’editore
Di
solito le lettere si scrivono all’editore, al direttore o alla
redazione: questa invece è una lettera dell’editore e della redazione,
indirizzata a tutti voi.
Scrivo
queste righe perché credo di dovervi raccontare come nasce questa
iniziativa editoriale voluta fortemente da Stefania Colasanti,
preziosissima coordinatrice ma, soprattutto eccellente scrittrice e me.
Mi
presento, mi chiamo Massimo Lo Monaco, ho 55 anni oggi e lavoro nel
campo dello sviluppo e sicurezza informatica da quasi 30 anni. Se,
qualche mese fa, mi avessero detto che avrei fatto un periodico, per ora
online, ma spero di arrivare a farlo cartaceo con distribuzione
gratuita, mi sarei fatto una grande risata. Eppure eccomi qua, impegnato
come non mai, a realizzare questo progetto.
In questi ultimi mesi, parlando a lungo con Stefania, sulle difficoltà a far conoscere “la Cultura” e sapere “la notizia” si è rafforzata in me la convinzione che, al contrario di tutte le apparenze, la Cultura e l’Informazione
(non a caso le iniziali sono in maiuscolo) siano, oggi, cosa viva,
palpitante e forte, pur se costrette in una nicchia l’una, in una sorta
di censura l’altra; e che, analogamente, la riflessione critica su di
esse sia una realtà evidente.
Sono
convinto che, un serio e libero ragionamento sulla Cultura e
l’Informazione, possano oggi aiutare non soltanto la diffusione delle
stesse, intese come arte in tutte le sue espressioni e notizia come
conoscenza, ma la vita sociale e spirituale della Nazione, e ad
affrancarsi dalle idee acquisite, come fattore di ricchezza in ogni
campo del nostro vivere.
Il
mio convincimento, di neo-editore e di neo-operatore dell’informazione,
sta nello sforzo della nascita e la crescita di nuove alternative
culturali e informative, non soltanto dei nuovi autori e di una lettura
diversa della notizia, ma alla riscoperta di autori da una parte e
notizia socio storica dall’altra, senza tralasciare quella contemporanea
che non hanno goduto della giusta luce o non hanno incontrato una
attenzione seria da parte della analisi critica. E credo sia il compito
di un editore lavorare per l’affermazione delle stesse, per stimolare
tutte le forze intellettuali.
Credo
sia urgente l’esigenza che si torni a parlare con il coraggio di
esprimere delle idee, le proprie idee, ed anche se di parte, ed anche se
sbagliate, e in un contesto di reciproco confronto intellettuale,
purché idee siano. Sono convinto che non dobbiamo avere paura delle
idee, perché le idee, se ci sono, rappresentano una ricchezza per
l’individuo e per la Nazione.
E
allora, che fare? Che cosa può fare un piccolo editore per favorire la
nascita e la circolazione delle idee? La risposta io credo sia semplice.
Credo che i tempi siano maturi per fare finalmente qualcosa di
concreto, e mettere mano ad una “costruzione di critica libera, dare voce a chi non ha voce”.
Dunque Roma Capitale Magazine sarà un “luogo” di riflessione che conterrà critiche da opposti punti di vista.
Credo che non sia più il tempo per gli indugi, c’è di mezzo la sopravvivenza della “Cultura e dell’Informazione” e credo che ciò ci farà guadagnare un libero e appassionato confronto intellettuale.
Tutto
ciò premesso, sarei curioso di conoscere su questo progetto il parere
degli addetti ai lavori, dei critici, degli autori e dei lettori. Ed
attendo con fiducia suggerimenti e proposte.
Grazie per l’attenzione concessami e un saluto a tutti.
Massimo Lo Monaco

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